Il Segretario nazionale di CLAAI Marco Accornero ha partecipato nel pomeriggio a Faenza (Ravenna) al Roadshow “L’Italia che Crea” al Museo Internazionale delle Ceramiche, evento promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicato al ruolo delle Indicazioni Geografiche a tutela dei prodotti artigianali e industriali previsto dal Regolamento UE 2023/2411.

 

 

“Il regolamento – ha dichiaroto Accornero, tra i relatori dell’incontro – riconosce il legame tra un prodotto, un territorio e una comunità che ne ha custodito e perfezionato il sapere produttivo. E un atto di giustizia verso le imprese che difendono qualità e autenticità dalla standardizzazione e dall’imitazione”

“Come CLAAI – ha aggiunto – viviamo ogni giorno la realtà delle micro e piccole imprese. Difendere il fatto a mano e il su misura non significa difendere il passato. Significa preservare un modello produttivo capace di coniugare cultura e innovazione, flessibilità e precisione, creatività e affidabilità.”

“In questa direzione – ha ricordato il Segretario Nazionale di CLAAI – va l’articolo 16 della legge 11 marzo 2026 n. 34, in vigore dal 7 aprile. La norma riserva i richiami all’artigianato alle imprese iscritte all’Albo che realizzano direttamente quanto presentato come artigianale. É una scelta che apprezziamo, perché contrasta il “craftwashing”: l’uso commerciale della parola “artigianale” per prodotti industriali o attività prive dei requisiti di legge. La sanzione è pari all’uno per cento del fatturato e comunque non inferiore a 25.000 euro per violazione.Do bbiamo però rilevare che il sistema non è ancora pienamente operativo in tutto il Paese. Le Regioni non hanno completato l’adeguamento delle proprie disposizioni e delle procedure necessarie a rendere effettivi controlli e sanzioni. Rivolgiamo quindi un invito rispettoso ma fermo: attuare rapidamente la legge, perché una tutela soltanto proclamata non protegge né le imprese corrette né i consumatori.”

“Le Indicazioni Geografiche e tutela del nome “artigiano” rispondono alla stessa esigenza: restituire alle parole il loro significato e al lavoro il suo giusto valore. Proteggere le ceramiche, il metallo, il tessile. il legno, la pelle, l’oreficeria, il vetro e il design significa proteggere non soltanto prodotti, ma competenze, comunità e occasioni di futuro per i giovani.Proprio la trasmssione delle competenze – ha concluso Accornero – è oggi esposta a un rischio grave. Il ricambio generazionale è sempre più difficile, non solo per un fatto anagrafico: nel 2025 le imprese artigiane hanno dichiarato difficoltà a reperire quasi il 60 per cento delle persone che intendevano assumere. Alcune competenze non si trasferiscono con un manuale: richiedono affiancamento, pratica e tempo. Servono quindi orientamento scolastico, formazione professionale,apprendistato, percorsi di trasmissione d’impresa e strumenti che favoriscano l’incontro tra chi vuole lasciare l’attività e chi è disposto a raccoglierne il testimone.”